L’approccio FunSongs

Il lessico e il linguaggio presentati nelle canzoni animate FunSongs si adattano perfettamente al livello linguistico di un corso di inglese per bambini. A differenza delle canzoni pop o tradizionali, non contengono parole od espressioni antiquate o troppo difficili.

I bambini adorano imparare a cantare e mimare con gesti le canzoni animate FunSongs, poichè sono molto orecchiabili, con arrangiamenti semplici ma mai banali, melodie originali e ritmi accattivanti.

Le strategie per incoraggiare la motivazione rappresentano una componente importante per un approccio didattico efficace. Dato che l’approccio FunSongs è per definizione “fun”, cioè "divertente", può aiutare gli insegnanti a catturare e focalizzare l’attenzione dei discenti.

I ritmi forti ed accattivanti di queste canzoni promuovono l’uso immediato della giusta intonazione e pronuncia.

Gli insegnanti possono utilizzare i pacchetti per presentare e poi sviluppare un campo lessicale specifico. Non appena la classe riesce a cantare e recitare la canzone, il linguaggio può essere rielaborato tramite una serie di attività ludiche graduate. Ogni pacchetto contiene almeno un esercizio per ognuno dei cinque anni della scuola elementare.

Le canzoni animate facilitano ed accelerano il processo di apprendimento perché entrambi i lati del cervello sono attivi contemporaneamente. I diversi stili di apprendimento (visivo, auditivo e cinestetico) si combinano con l’intelligenza musicale ed emotiva.

Le canzoni animate FunSongs vengono sempre presentate in due modi: la versione con “voce guida” e la versione “karaoke”. Questo permette ai bambini di cantare e recitare le canzoni da soli, e in questo modo essi ne escono gratificati, accrescendo la fiducia nelle proprie capacità di apprendimento della lingua straniera.

Da maggio 2006, la prima attività sulla pagina "Approcci Metodologici" del sito nazionale di formazione INDIRE contiene "The Union Song" un pacchetto didattico scritto da Charles Goodger, direttore creativo e fondatore della FunSongs.

Vi invitiamo a cliccare qui per leggere un breve articolo di Charles Goodger, pubblicato sulla rivista didattica “I Diritti della Scuola.”